lavoro part-time malattia
Il diritto al part time per malattia è assicurato dalla legge ai seguenti lavoratori, dipendenti del settore privato o del pubblico impiego, con capacità lavorativa ridotta:

√ affetti da malattie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa;
√ affetti da malattie cronico-degenerative: si tratta delle cosiddette patologie «ingravescenti», cioè di malattie destinate ad aggravarsi progressivamente e gradualmente nel corso del tempo, per le quali il miglioramento è praticamente impossibile; tra le più conosciute malattie cronico-degenerative ricordiamo il morbo di Parkinson e l’Alzheimer, la sclerosi multipla e l’Aids.

Il datore di lavoro non può rifiutare la conversione del contratto da tempo pieno a tempo parziale, perché si tratta di un diritto del lavoratore, non di una semplice facoltà o di un interesse tutelato.
Il datore di lavoro può, comunque, accordarsi col dipendente sulla collocazione oraria della prestazione lavorativa.
Se chi è affetto dalla malattia oncologica, o dalla patologia cronico-degenerativa, non è il lavoratore ma un suo familiare, il dipendente non ha diritto al part time, ma ha soltanto la priorità nella trasformazione del contratto a tempo parziale.
I permessi retribuiti Legge 104, riconosciuti ai lavoratori portatori di handicap grave, o che assistono una persona con handicap grave, spettano per intero anche ai dipendenti in regime di part time verticale, cioè che lavorano solo alcuni giorni della settimana, purché le giornate settimanali lavorate siano più della metà delle giornate lavorative della settimana (ad esempio 4 su 6).
In caso contrario, il numero dei giorni di permesso retribuito va ridimensionato in proporzione alle giornate di lavoro prestate, arrotondando.
Chi ha un contratto part time orizzontale, cioè chi lavora tutti i giorni, ma per un numero di ore inferiori all’orario giornaliero ordinario, ha ugualmente diritto a 3 giorni di permesso al mese.
Se le condizioni di salute del lavoratore peggiorano, e questi non può più essere adibito alle stesse mansioni, nemmeno con orario ridotto, il datore di lavoro ha l’obbligo di trovargli una diversa collocazione in azienda, anche con mansioni inferiori. Solo se è impossibile adibirlo a qualunque mansione, il lavoratore può essere licenziato (ma potrà beneficiare del collocamento obbligatorio e della precedenza nelle assunzioni per la sua invalidità).

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